Ho sempre freddo e sono stanco: potrebbe essere la tiroide?
Sentirsi spesso stanchi, avere freddo anche quando gli altri stanno bene o faticare a concentrarsi sono disturbi molto comuni. In alcuni casi possono essere collegati a un rallentamento della funzione tiroidea, ma non sempre la causa è l’ipotiroidismo.
Per capire se la tiroide è realmente coinvolta è importante valutare l’insieme dei sintomi, la storia clinica della persona e gli esami del sangue.
Perché la tiroide può influenzare energia e temperatura corporea?
La tiroide è una piccola ghiandola situata nella parte anteriore del collo. Produce ormoni che partecipano alla regolazione del metabolismo, cioè dei processi attraverso i quali l’organismo utilizza l’energia.
Quando la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni tiroidei, alcune funzioni dell’organismo possono rallentare. Questa condizione prende il nome di ipotiroidismo.
La persona può quindi avvertire una riduzione dell’energia, una maggiore sensibilità alle basse temperature e una generale sensazione di rallentamento.
Stanchezza e freddo sono sempre sintomi di ipotiroidismo?
No. Stanchezza e sensazione di freddo sono sintomi molto generici e possono essere presenti anche in persone con una funzione tiroidea normale.
Tra le possibili cause possono rientrare, per esempio:
- carenza di ferro o anemia;
- carenza di vitamina B12, folati o vitamina D;
- riposo insufficiente o disturbi del sonno;
- alimentazione inadeguata o eccessivamente restrittiva;
- periodi di forte stress fisico o psicologico;
- pressione arteriosa bassa;
- altre condizioni metaboliche, endocrine o internistiche.
Per questo motivo non è possibile capire se si soffre di ipotiroidismo considerando soltanto uno o due sintomi.
Quali altri sintomi possono accompagnare l’ipotiroidismo?
L’ipotiroidismo può manifestarsi in modi differenti da persona a persona. I disturbi tendono spesso a comparire gradualmente e possono essere inizialmente difficili da riconoscere.
Oltre alla stanchezza e alla maggiore sensibilità al freddo, possono comparire:
- sonnolenza e riduzione dell’energia;
- difficoltà di concentrazione o sensazione di mente rallentata;
- pelle secca;
- capelli fragili o maggiore caduta dei capelli;
- stitichezza;
- aumento di peso o maggiore difficoltà nel controllarlo;
- gonfiore del volto o delle palpebre;
- dolori muscolari e articolari;
- frequenza cardiaca più lenta;
- alterazioni dell’umore;
- ciclo mestruale irregolare o più abbondante;
- riduzione della fertilità;
- voce più rauca;
- gonfiore nella parte anteriore del collo.
La presenza di uno o più di questi disturbi non conferma automaticamente una malattia tiroidea. È l’insieme delle informazioni cliniche, associato agli esami, a orientare la diagnosi.
Come si controlla la funzione della tiroide?
La valutazione inizia generalmente con un colloquio medico e con la raccolta della storia clinica personale e familiare.
Il medico può chiedere da quanto tempo sono presenti i sintomi, se esistono precedenti problemi tiroidei, malattie autoimmuni, gravidanze recenti, interventi chirurgici o terapie che potrebbero interferire con la funzione della ghiandola.
Gli esami del sangue utilizzati più frequentemente comprendono:
- TSH, l’ormone che stimola la tiroide;
- FT4, la frazione libera della tiroxina;
- in situazioni selezionate, FT3;
- anticorpi anti-tiroide, quando si sospetta una causa autoimmune.
I risultati devono essere interpretati insieme ai sintomi, all’età, alle eventuali terapie assunte e alle condizioni cliniche della persona.
Che cosa indicano TSH e FT4?
Il TSH viene prodotto dall’ipofisi e ha il compito di stimolare la tiroide. Quando la ghiandola lavora meno del necessario, il TSH può aumentare nel tentativo di sollecitarla a produrre più ormoni.
Nell’ipotiroidismo primario manifesto si osserva generalmente un TSH elevato associato a un FT4 ridotto.
Esistono però anche situazioni nelle quali il TSH è aumentato mentre l’FT4 rimane nei limiti. In questi casi si parla frequentemente di ipotiroidismo subclinico, una condizione che deve essere valutata individualmente e che non richiede necessariamente lo stesso trattamento in tutte le persone.
La tiroidite di Hashimoto può causare questi sintomi?
La tiroidite cronica autoimmune, comunemente chiamata tiroidite di Hashimoto, è una delle cause più frequenti di riduzione della funzione tiroidea.
In questa condizione il sistema immunitario produce anticorpi diretti contro componenti della tiroide. Nel tempo la ghiandola può perdere progressivamente la capacità di produrre una quantità adeguata di ormoni.
La presenza di anticorpi anti-tiroide, tuttavia, non significa automaticamente che la funzione della tiroide sia già compromessa. Alcune persone presentano anticorpi positivi ma valori ormonali ancora normali e possono richiedere soltanto controlli periodici.
Serve sempre l’ecografia tiroidea?
L’ecografia tiroidea non sostituisce gli esami del sangue e non misura il funzionamento della tiroide.
È un esame che permette di studiare la struttura della ghiandola, le sue dimensioni e l’eventuale presenza di noduli o alterazioni del tessuto.
Può essere indicata, per esempio, quando il medico rileva un aumento di volume della tiroide, una tumefazione del collo, un nodulo oppure quando la storia clinica e gli esami rendono opportuno un approfondimento morfologico.
Non deve quindi essere eseguita automaticamente in tutte le persone che riferiscono stanchezza o freddo.
Quando è consigliabile rivolgersi all’endocrinologo?
Una valutazione endocrinologica può essere utile quando i sintomi persistono, interferiscono con le attività quotidiane oppure sono associati ad alterazioni degli esami tiroidei.
È particolarmente indicata in presenza di:
- TSH o ormoni tiroidei fuori dai valori di riferimento;
- anticorpi anti-tiroide positivi;
- diagnosi o sospetto di tiroidite di Hashimoto;
- noduli tiroidei o aumento di volume della ghiandola;
- familiarità per patologie della tiroide;
- gravidanza o desiderio di gravidanza con alterazioni tiroidee;
- sintomi persistenti non ancora spiegati;
- necessità di rivalutare una terapia tiroidea già in corso.
Si può iniziare una terapia soltanto in base ai sintomi?
No. I farmaci contenenti ormone tiroideo devono essere assunti esclusivamente su indicazione medica, dopo una diagnosi corretta.
Stanchezza, difficoltà nel dimagrire e sensazione di freddo non rappresentano, da soli, un motivo sufficiente per iniziare una terapia.
Assumere ormoni tiroidei senza necessità può esporre a un eccesso di terapia, con possibili conseguenze sul battito cardiaco, sull’osso e sul benessere generale.
Domande frequenti
La tiroide lenta fa sempre aumentare di peso?
L’ipotiroidismo può contribuire a un aumento di peso, ma generalmente non è l’unico fattore coinvolto. Alimentazione, attività fisica, massa muscolare, sonno, età e altre condizioni metaboliche possono avere un ruolo importante.
Posso avere l’ipotiroidismo anche se il collo non è gonfio?
Sì. Molte persone con ipotiroidismo non presentano un aumento visibile della tiroide. L’assenza di gonfiore al collo non esclude quindi un’alterazione della funzione tiroidea.
Un TSH alto significa sempre che devo assumere una terapia?
Non necessariamente. La decisione dipende dall’entità dell’alterazione, dall’FT4, dai sintomi, dall’età, dalla presenza di anticorpi, dalla gravidanza e da altri fattori clinici.
Gli esami della tiroide devono essere fatti a digiuno?
Per il solo controllo di TSH e ormoni tiroidei il digiuno non è sempre indispensabile. Se vengono prescritti anche altri esami, può invece essere richiesto. È opportuno seguire le indicazioni ricevute dal medico o dal laboratorio.
Chi assume levotiroxina deve sospenderla prima degli esami?
La terapia non deve essere sospesa autonomamente. Il momento di assunzione rispetto al prelievo può influire sull’interpretazione di alcuni valori: è quindi consigliabile attenersi alle indicazioni del medico che ha richiesto gli esami.
Valutazione della tiroide a Empoli
Se avverti stanchezza persistente, maggiore sensibilità al freddo o altri disturbi che potrebbero essere collegati alla tiroide, puoi richiedere una valutazione presso il Centro Endocrino Metabolico.
Il Centro si trova in via Fratelli Rosselli 49, Empoli.
Telefono:
366 122 8984
Email per la segreteria:
segreteria@centroendocrinometabolico.it
Email per informazioni generali:
info@centroendocrinometabolico.it