A Ferragosto possiamo andare in vacanza noi. I nostri ormoni, decisamente meno.
Cambiamo orari, mangiamo più tardi, dormiamo diversamente, passiamo più tempo all'aperto e magari concediamo al nostro corpo qualche meritata eccezione.
Ma mentre noi proviamo a staccare la spina, il nostro organismo continua a fare esattamente quello che fa durante tutto l'anno: cercare di mantenere il proprio equilibrio.
Ed è proprio qui che l'estate diventa interessante.
Caldo, luce, sonno, appetito, sete, metabolismo e ormoni sono molto più collegati tra loro di quanto potremmo immaginare.
Quindi gli ormoni vanno in vacanza?
No. E forse è meglio così.
Abbiamo raccolto 7 curiosità sul nostro corpo in estate per raccontare, con un po' di leggerezza ma senza rinunciare alla medicina, cosa succede davvero quando arrivano caldo, vacanze e Ferragosto.
1. Perché con il caldo possiamo avere meno fame?
È una sensazione piuttosto comune: arriva il caldo e quel piatto abbondante che a gennaio sembrava irresistibile improvvisamente perde parte del suo fascino.
Non significa che il metabolismo sia andato in ferie.
La temperatura ambientale, la termoregolazione, le abitudini e i cambiamenti dei ritmi quotidiani possono influenzare anche la percezione della fame. In estate, inoltre, tendiamo spontaneamente a preferire alimenti più freschi, pasti meno abbondanti e cibi ricchi di acqua.
Questo, però, non significa che saltare sistematicamente i pasti sia una buona strategia.
Il nostro organismo continua ad avere bisogno di energia, nutrienti e di una corretta idratazione anche quando l'appetito diminuisce.
E soprattutto attenzione a una piccola trappola estiva: mangiare meno durante il giorno non significa necessariamente assumere meno calorie nell'arco della giornata. Aperitivi, bevande zuccherate, gelati e cene più abbondanti possono facilmente cambiare il bilancio complessivo.
Quando peso, alimentazione e metabolismo diventano un problema persistente, è più utile ragionare sulla persona nel suo insieme che inseguire la dieta del momento.
2. Avere freddo ad agosto: possibile?
Sembra quasi una provocazione.
Fuori ci sono 35 gradi, tutti cercano disperatamente un condizionatore e qualcuno continua a dire:
"Io ho freddo."
Prima di consegnargli una coperta e smettere di invitarlo alle vacanze estive, vale la pena ricordare che la percezione della temperatura è molto soggettiva.
Costituzione, pressione arteriosa, massa corporea, anemia, alimentazione, stanchezza e diverse condizioni cliniche possono influenzare la sensibilità al freddo.
Tra le possibili cause può esserci anche una ridotta funzione della tiroide.
Gli ormoni tiroidei partecipano infatti alla regolazione del metabolismo e della produzione di energia dell'organismo. Nell'ipotiroidismo può comparire una maggiore sensibilità alle basse temperature, spesso insieme ad altri disturbi.
Attenzione, però: avere freddo non significa automaticamente avere un problema alla tiroide.
È proprio questo il motivo per cui i sintomi devono essere valutati nel loro insieme.
Ne abbiamo parlato in maniera approfondita nell'articolo “Ho sempre freddo e sono stanco: potrebbe essere la tiroide?”.
3. La tiroide va in vacanza d'estate?
Risposta breve: no.
La tiroide continua a svolgere il proprio lavoro anche sotto l'ombrellone.
È una piccola ghiandola situata nella parte anteriore del collo, ma gli ormoni che produce partecipano alla regolazione di numerosi processi dell'organismo, tra cui metabolismo, utilizzo dell'energia, temperatura corporea e attività di diversi organi e tessuti.
L'arrivo dell'estate non rappresenta quindi un motivo per sospendere controlli o modificare autonomamente eventuali terapie.
In particolare, chi assume levotiroxina non dovrebbe cambiare dosaggio, modalità o interrompere il trattamento semplicemente perché è cambiata la stagione.
Se qualcosa non torna – sintomi nuovi, esami alterati, variazioni importanti del peso o dubbi sulla terapia – la cosa corretta è parlarne con il medico.
Per conoscere come viene impostata una valutazione specialistica puoi consultare il nostro Percorso Endocrinologico a Empoli, dedicato alla valutazione di tiroide, metabolismo e principali condizioni ormonali.
4. Sudare tanto significa avere il metabolismo veloce?
Questa è una di quelle convinzioni che resistono eroicamente a ogni estate.
“Io sudo tantissimo: avrò il metabolismo velocissimo.”
Non necessariamente.
Sudare è soprattutto uno dei meccanismi attraverso i quali il nostro organismo cerca di disperdere calore e mantenere stabile la temperatura corporea.
La quantità di sudore può dipendere da moltissimi fattori: temperatura esterna, umidità, attività fisica, caratteristiche individuali, stato di allenamento, farmaci e condizioni cliniche.
Il metabolismo è qualcosa di molto più complesso.
Allo stesso modo, sudare molto durante l'attività fisica non significa automaticamente aver “bruciato più grasso”.
Una parte importante della variazione di peso immediatamente dopo una forte sudorazione è semplicemente legata alla perdita di liquidi.
E quei liquidi vanno reintegrati.
5. Perché d'estate cambiano sonno ed energia?
È estate, siamo in vacanza, dovremmo essere riposatissimi.
E invece alle tre del pomeriggio qualcuno sogna soltanto un divano.
Il caldo può rendere più difficile addormentarsi e mantenere un sonno confortevole. Inoltre cambiano gli orari, aumenta l'esposizione alla luce, si cena più tardi e spesso si modificano completamente le abitudini quotidiane.
Il nostro organismo possiede ritmi biologici che contribuiscono a regolare sonno, veglia e numerose funzioni fisiologiche.
Qualche giornata di stanchezza durante le vacanze non deve quindi trasformarsi nella ricerca compulsiva di una diagnosi su Google.
Diverso è il caso di una stanchezza importante, persistente e presente anche al ritorno alla normale routine, soprattutto se associata ad altri sintomi.
In quel caso può essere utile parlarne con il proprio medico e capire se siano necessari approfondimenti.
6. Dopo le vacanze la bilancia segna di più: è davvero tutto grasso?
Arriva settembre.
Si torna a casa.
Si disfa la valigia.
E poi arriva quel momento che molti avrebbero volentieri rimandato: la bilancia.
Prima di dichiarare guerra a ogni gelato mangiato ad agosto, bisogna ricordare che il peso corporeo può oscillare per molte ragioni.
Quantità di liquidi, consumo di sale, carboidrati, attività fisica, regolarità intestinale e cambiamenti delle abitudini possono contribuire alle variazioni osservate nel breve periodo.
Il numero sulla bilancia, da solo, racconta quindi soltanto una parte della storia.
Se invece l'aumento di peso è progressivo, persistente o associato ad altri disturbi, può essere utile valutarne le cause evitando sia le autodiagnosi sia le diete drastiche del “da lunedì non mangio più niente”.
Anche tiroide e metabolismo vengono spesso chiamati in causa quando si parla di peso. Il rapporto esiste, ma è più complesso di quanto suggeriscano molti contenuti che circolano online.
Ne abbiamo parlato anche nell'approfondimento dedicato a tiroide, nutrizione e prevenzione.
7. Ferragosto può ricordarci quel controllo che rimandiamo da mesi?
Questa probabilmente è la curiosità meno curiosa delle sette.
Perché succede a tutti.
Durante l'anno corriamo, lavoriamo, abbiamo impegni e continuiamo a dirci:
“Appena ho un attimo prenoto.”
Poi arriva agosto e quell'attimo finalmente c'è.
La prevenzione, però, non significa fare esami a caso né sottoporsi continuamente a controlli.
Significa piuttosto non ignorare ciò che merita davvero di essere approfondito.
Una valutazione endocrinologica può essere indicata, per esempio, in presenza di esami tiroidei alterati, noduli tiroidei, alterazioni ormonali già note, disturbi metabolici o sintomi persistenti che il medico ritiene meritevoli di approfondimento.
Presso il Centro Endocrino Metabolico di Empoli è disponibile un percorso dedicato alla valutazione delle principali problematiche endocrine e metaboliche.
Per approfondire quando può essere utile rivolgersi allo specialista puoi leggere anche quando prenotare una visita endocrinologica.
Quindi gli ormoni vanno in vacanza?
No.
E, a pensarci bene, è una fortuna.
Il nostro organismo continua silenziosamente ad adattarsi mentre noi cambiamo ritmi, temperature, alimentazione e abitudini.
La maggior parte di queste variazioni fa semplicemente parte della normale capacità del corpo di adattarsi.
Non ogni giornata storta è un problema ormonale.
Non ogni chilo in più è colpa della tiroide.
Non ogni momento di stanchezza richiede una batteria infinita di esami.
Ma allo stesso tempo un sintomo persistente non dovrebbe essere ignorato soltanto perché ci siamo abituati ad averlo.
La differenza sta proprio qui: evitare l'allarmismo senza rinunciare alla prevenzione.
Dopo l'estate, ripartire anche dalla propria salute
Ferragosto può essere il momento giusto per riposarsi.
E magari anche per ricordarsi di quel controllo che continuiamo a rimandare.
Se hai esami tiroidei alterati, una patologia endocrina già diagnosticata, noduli tiroidei, disturbi del metabolismo o hai ricevuto indicazione a effettuare una valutazione specialistica, presso il Centro Endocrino Metabolico di Empoli puoi richiedere una visita endocrinologica.
Puoi inoltre conoscere la Dott.ssa Valentina Belardi, specialista in Endocrinologia, e le principali aree di cui si occupa.
Le prenotazioni per le visite sono aperte
Il Centro sarà assente dal 12 al 25 agosto.
Durante questo periodo è comunque possibile richiedere la prenotazione di una visita scrivendo a:
segreteria@centroendocrinometabolico.it
Nella mail è sufficiente indicare:
- nome e cognome;
- visita richiesta;
- numero di telefono.
Dal 26 agosto la Segreteria del Centro ricontatterà le richieste ricevute.
Centro Endocrino Metabolico – Dott.ssa Valentina Belardi
Via Fratelli Rosselli 49 – Empoli (FI)
Telefono: 366 122 8984
Email: segreteria@centroendocrinometabolico.it
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono la visita medica, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un professionista sanitario.